Michele: meccanico di produzione

Michele, da quando sei in ICEL?

Da circa vent’anni. Sono entrato qui nell’aprile del 2004. Allora avevo già lavorato come meccanico e come elettricista e sono stato assunto nel ruolo di assemblatore, che consiste nell’attrezzare un macchinario, regolare le guide dove transiteranno i componenti da assemblare, e poi occuparsi della parte qualitativa della produzione. Gli assemblati devono infatti rispettare alcuni requisiti come la misura del passo, che deve garantire il perfetto accoppiamento sulla scheda elettronica.

In cosa consiste oggi il tuo lavoro?

Oggi mi occupo di molte cose: dal magazzino alle parti elettriche, meccaniche e saldature d’officina. 
Il mio primo giorno ero molto curioso perché affascinato dalla meccanica delle macchine con cui avevo a che fare. Ho avuto qualche settimana di tirocinio con Andrea che allora era il responsabile della linea di assemblaggio.
Ho imparato in fretta e con entusiasmo anzi, quando poi ho iniziato a lavorare, la produzione ha subìto un incremento di cui mi è stato riconosciuto il merito. È stata una grande soddisfazione perché mi piace lavorare bene e portare un valore aggiunto a quello che faccio.

Cosa ti aspetti dal tuo futuro in ICEL?

La mia natura è quella di imparare sempre cose nuove e l’azienda mi ha aiutato in questo, permettendomi di confrontarmi di continuo con nuovi aspetti del mio lavoro.
Sono curioso, guardo quello che fanno i colleghi e imparo, per questo possiamo dire che, oggi, grazie a esperienza e un pizzico di capacità sono considerato un “jolly”.
Mi piacerebbe avere un braccio destro da formare e gestire, per trasmettere tutto ciò che è stato insegnato a me. In ICEL siamo sempre alla ricerca di ragazzi e ragazze brillanti che abbiano voglia di imparare e di lavorare e crescere professionalmente con noi.

C’è un’esperienza particolare, in questi anni di lavoro, che ti ha reso felice?

C’è. Ed è stata una vera opera di ingegno. Alcune delle nostre macchine sono dotate di un monitor touch screen. Quando uno di questi si è rotto, in attesa di sostituirlo per non bloccare la produzione, ho recuperato monitor da un vecchio pc rendendolo una nuova interfaccia touch.
Questo intervento un po’ insolito mi ha fatto guadagnare l’approvazione e il riconoscimento della proprietà.

E dopo aver timbrato il cartellino di uscita?

Mi metto ai fornelli. Sono forte con le cotture a bassa temperatura e mi diverto con la cucina sottovuoto.
Se andiamo sul tradizionale il mio cavallo di battaglia è la carbonara, rigorosamente con il guanciale, senza la panna e con la mia firma d’autore: 70% pecorino e 30% parmigiano.
 

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