Jack produzione copertura metallica teste

Il suo nome è CHEIKHTHIORO, ma lo chiamano tutti Jack.
In ICEL ricopre un ruolo importante perché si occupa del coating metallico delle teste dei condensatori: se qualcosa va storto in questa fase, è facile compromettere la qualità di tutta la catena di lavoro.
E lui, il suo lavoro, lo svolge con un’attenzione scrupolosa e una devozione che va oltre il normale impegno.

Quando racconta la sua storia, si capisce subito che ha qualcosa di diverso, di più.

Jack ha 66 anni e ne dimostra molti meno. Sarà perché sorride sempre.
Racconta di essere nato in Senegal e di avere ricevuto dai suoi genitori un’educazione basata sul rispetto degli altri e di sé stessi, oltre che un’etica improntata sull’impegno personale in qualunque campo della vita, dal lavoro alla famiglia.

La scelta di raggiungere l’Italia è stata naturalmente dettata dalla necessità, ma arrivato qui ha subito cercato di non adeguarsi alle dinamiche degli immigrati, il loro peregrinare di paese in paese.

“Abitavo a Corsico e prendevo il treno per venire a Legnano. Mi piaceva questo posto, e ho scelto di mettere radici qui. Allora non avevo un lavoro e stavo davanti alle Poste, cercando di aiutare in ogni modo le persone che frequentavano gli sportelli: portavo i pacchi pesanti, per esempio, ed ero sempre a disposizione di chi avesse un lavoretto da affidarmi. Non ho mai chiesto nulla in cambio, se sei generoso gli altri lo sono con te.”

E così le persone hanno cominciato a conoscerlo, e ad apprezzare la sua gentilezza discreta e la sua voglia di fare. Sono arrivate le prime proposte di lavoro continuativo e infine quella di ICEL.

“Il signor Mele frequentava gli uffici della posta per lavoro e lo vedevo spesso. Un giorno mi ha chiesto se volessi lavorare con lui e sono qui da più di vent’anni”.

Certo stare alle Poste non è sempre stato divertente e gli uomini non sono tutti generosi.
“Il mondo non è un Paradiso”, dice Jack. “Come quel giorno in cui dei rapinatori sono entrati in Posta e hanno fatto sdraiare tutti per terra, ma io non l’ho fatto. Allora uno di loro mi ha spinto la pistola nelle costole e mi ha ordinato di inginocchiarmi. Io gli ho risposto che mi inginocchio solo quando prego. E così ho guadagnato il poco tempo che serviva alla Polizia per intervenire”.

Jack è una persona che trova sempre un modo.
Anche nel suo lavoro, si ingegna per riuscire e fare sempre meglio perché dice che: “la vera forza è nel cervello”.

Ormai hai una certa età, Jack, cosa farai quando andrai in pensione?
“In pensione? Ma io sto bene non voglio smettere di lavorare finché posso e poi devo aspettare che il mio figlio più piccolo finisca gli studi. Gli altri 4 hanno terminato o stanno facendo l’università in Senegal e sono tutti bravissimi. A quel punto potrò tornare a casa e coltiverò la mia terra, perché chi ha la terra non è povero, e quella ti rende sempre più di quel che le dai.”

Jack è una delle figure storiche del reparto produttivo in ICEL. Fondamentale sia per la competenza con cui svolge il suo lavoro ma anche per il suo atteggiamento di impegno, rispetto e disponibilità.


 

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